Un’isola scura che brilla. A Capraia, dove le scogliere di roccia vulcanica si tuffano nel blu, le spiagge non si cercano: si conquistano. Lentamente, in barca o a piedi, finché l’acqua cristallina cancella ogni fretta.
Arrivi dopo tre ore di navigazione da Livorno
Il porticciolo è un minuscolo teatro sul mare. L’isola è piccola, circa 19 km², la terza per estensione nell’Arcipelago Toscano. Ma qui gli spazi sembrano enormi. Perché i rumori cadono a picco come le scogliere. E la luce si allunga fin dentro le cale.
A Capraia non c’è la spiaggia come la immagini
Ci sono lastre scure, ciottoli levigati, grotte, pareti rosse. Si nuota vicino alla costa e il fondale diventa profondo in pochi metri. Scarpe da scoglio obbligatorie. Niente stabilimenti. Nessun bagnino. Solo mare e vento.
Il cuore dell’isola è protetto dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
Molte calette si raggiungono solo in barca con mare calmo. Altre hanno sentieri segnati. L’ancoraggio è regolato in diversi tratti: verifica le ordinanze prima di salpare. In acqua, maschera e rispetto. Lo snorkeling qui è una meraviglia sobria: praterie di posidonia, saraghi, occhiate, a volte barracuda di passaggio.
Quando sono arrivato la prima volta
Il gommone ha spento il motore davanti a una scogliera color ferro. Ho messo la testa sotto. Il rosso scuro diventava rame, poi nero lavico. Pesci veloci come frecce. Rumore zero.
Le calette imperdibili
Cala Rossa e Punta dello Zenobito. È l’icona di Capraia: una parete porosa color rubino che scende in mare. Si ammira al meglio dalla barca, con mare fermo. L’acqua è profonda e trasparente. Nuotate brevi, maschera addosso, vento sotto controllo.
Cala della Mortola. Una sorpresa rara: quando i venti la lasciano fare, compare un lembo di sabbia scura. Altrimenti è ciottolo scuro. Si raggiunge con un sentiero breve ma ripido. Portate acqua e scarpe adatte. Qui il tramonto incendia le rocce.
Cala San Francesco. A due passi dal paese, sotto l’ex convento. Scalini, lastroni piatti, tuffi facili. È la scelta giusta se il mare è mosso altrove.
La “Grotta” (zona del porto). Rocce comode, accesso corto, acqua pulita al mattino. Ottima per famiglie abituate agli scogli.
Porto Vecchio. Una baia riparata raggiungibile in barca, spesso usata come ancoraggio. Fondali chiari, buona visibilità per lo snorkeling. Evitate le ore centrali nei weekend estivi.
Se vi piace camminare
I sentieri del Parco collegano il paese a diverse discese a mare. I dislivelli sono reali, il sole picchia. Programmate le uscite presto, cappello in testa, scorte d’acqua. Con maestrale le coste ovest si increspano; con scirocco si muovono quelle a est. È parte del gioco.
Come muoversi e quando andare
Le escursioni in barca partono dal porto con uscite di mezza giornata. Fermano nelle cale accessibili quel giorno, in base al vento. In alternativa, noleggiate un gommone se avete patente e buon senso. In estate c’è richiesta: prenotate.
Il periodo migliore? Fine primavera e inizio autunno. Maggio-giugno e settembre-ottobre offrono acque limpide, fauna più attiva, poca folla. Ad agosto serve pazienza, ma si nuota bene all’alba e dopo le 17.
Capraia non si “fa” in lista
Si ascolta. Una scogliera, due bagni lenti, un panino al porto, il sole che cala su spiagge selvagge che spiagge non sono. A volte la Cala della Mortola regala sabbia. A volte no. Forse è proprio lì il fascino: tornare per vedere cosa decide il vento. E tu, di quale silenzio hai bisogno quest’anno?